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Parametri di qualità dell'acqua

Significato dei principali parametri chimico-fisici indicati nelle caratteristiche delle acque destinate al consumo umano

 
Il pH è una misura dell'acidità dell'acqua. L'acqua potabile ha generalmente valori di pH compresi tra 6,5 e 8,5.
La durezza dell'acqua dipende principalmente delle concentrazioni di ioni calcio e magnesio. In natura il calcio e il magnesio sono presenti in molte rocce sedimentarie, le più comuni delle quali hanno composizione calcarea. L'acqua, a seconda del valore di durezza misurato, viene classificata in dura e dolce.  Per quanto riguarda la salute umana, non esistono evidenze che la durezza dell'acqua causi effetti avversi.
I solfati nelle acque hanno diverse possibili origini, naturali o dovute all'azione dell'uomo. Il solfato è uno degli anioni meno tossici, tuttavia a concentrazioni elevate (oltre 600 mg/l) può dare effetti lassativi, disidratazione e irritazione gastrointestinale. Il valore di parametro stabilito dal D. Lgs. 31/01 è più cautelativo e pari ad una concentrazione di 250 mg/l.
I cloruri nelle acque sotterranee generalmente provengono dal minerali contenenti sali sodici o potassici (NaCl, KCl), ma possono essere anche di origine organica e quindi indice di inquinamento. In questo caso, si verifica in genere la contemporanea presenza a concentrazioni piuttosto elevate di ammoniaca o nitriti, derivanti da scarichi fognari civili e industriali. Un'altra fonte di ioni cloruro nelle acque potabili possono essere i processi di disinfezione. Non è stata osservata tossicità del cloruro per l'uomo, ad eccezione dei casi in cui l'equilibrio sodio – cloruro sia alterato, come per le insufficienze cardiache; il cloruro, anzi, è un elemento indispensabile all'organismo, implicato nel mantenimento dell'equilibrio idro-elettrolitico dei fluidi corporei. Il valore di parametro stabilito dal D. Lgs. 31/01 è di 250 mg/l.
I sali di sodio, soprattutto cloruro di sodio, si trovano normalmente in tutte le acque potabili. In esse le concentrazioni di sodio sono tipicamente inferiori a 20 mg/L, ma possono essere molto superiori in alcune zone (anche oltre 250 mg/L), a causa di infiltrazione da depositi minerali, immissione di acqua marina, reflui, sali usati come antigelo per le strade. Anche i trattamenti dell'acqua con sali di sodio possono aumentarne la concentrazione, così come l'applicazione di alcuni tipi di addolcitori domestici. In generale, i sali di sodio non danno tossicità acuta, in quanto il rene dell'adulto rimuove efficacemente l'eccesso di sodio. Il valore di parametro stabilito dal D. Lgs. 31/01 è di 200 mg/l.
 
Ultimo aggiornamento: 13/11/2018
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