Celiachia

Celiachia

Iniziative di sensibilizzazione, formazione e informazione sugli alimenti senza glutine

La celiachia, chiamata anche malattia celiaca, è un’enteropatia infiammatoria permanente, con tratti di auto-immunità, provocata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

È la più frequente intolleranza alimentare, colpisce circa l’1% della popolazione mondiale ed è caratterizzata da un peculiare aspetto istologico della mucosa duodenale: atrofia dei villi, iperplasia delle cripte e infiltrazione linfocitaria. Il glutine, complesso proteico contenuto in alcuni cereali, è l’agente ambientale che scatena la celiachia in soggetti geneticamente predisposti.

La celiachia ha una diffusione globale, con una prevalenza di circa 1% in qualsiasi Paese del mondo sia stata cercata mediante programmi di screening o di case finding. L’alta prevalenza della celiachia è dovuta alla presenza nel 30 % popolazione mondiale degli alleli predisponenti (quelli che codificano per il DQ2/8) e al diffuso consumo di cereali contenenti glutine. Questi due fattori sono entrambi necessari ma non sono sufficienti per lo sviluppo clinico della celiachia; infatti solo il 30 % circa dei soggetti che li presentano sviluppano, prima o poi, la celiachia.

Secondo il nuovo protocollo diagnostico, siglato nel 2015 in sede di Conferenza Stato-Regioni, è possibile porre diagnosi di celiachia senza ricorrere alla biopsia duodenale in una selezionata popolazione pediatrica con le seguenti caratteristiche:

  • 1) livelli di anticorpi anti-transglutaminasi superiore a 10 volte il cut-off di normalità
  • 2) positività agli anticorpi anti-endomisio
  • 3) positività per gli alleli DQ2/8
  • 4) sintomi suggestivi di celiachia.

La revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), definita dal DM 12/01/2017, prevede lo spostamento della celiachia e della sua variante clinica, la dermatite erpetiforme, nell’elenco delle malattie croniche invalidanti. Il passaggio nel nuovo elenco è stato necessario poiché i dati epidemiologici attuali dimostrano che entrambe le forme cliniche non rientrano più nel limite di prevalenza stabilito a livello europeo per le malattie rare (inferiore di 5/10.000 abitanti). La nuova collocazione prevede che le prestazioni specialistiche per giungere alla diagnosi non siano più in esenzione mentre una volta diagnosticati consente agli assistiti di usufruire, in regime di esenzione, di tutte le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia, delle sue complicanze e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. Sul fronte dell’assistenza integrativa alla dieta, ai fini di garantire un’alimentazione corretta ed equilibrata, è stato confermato per i celiaci il diritto all’erogazione gratuita dei prodotti senza glutine specificatamente formulati per celiaci o specificatamente formulati per intolleranti al glutine.

La celiachia è una condizione permanente in cui il soggetto che ne risulta affetto deve escludere rigorosamente il glutine dalla sua dieta. Questa patologia, ormai classificata come malattia cronica, si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti e colpisce circa l'1% della popolazione. Dalla mappatura epidemiologica risultano diagnosticati in Italia 198.42711 celiaci, di cui 2/3 appartenenti alla popolazione femminile e 1/3 a quella maschile.

In Veneto i celiaci diagnosticati al 2016 risultano essere 12.314 , di cui 8.673 femmine e 3.641 maschi.

La dieta senza glutine è ancora l’unica terapia per le persone affette da celiachia. Si tratta di una vera e propria terapia e non di un regime dietetico per perdere peso o stare in forma come invece molte volte i media propongono. La dieta senza glutine si compone di alimenti non trasformati, naturalmente privi di glutine (frutta, verdura, ortaggi, tuberi, legumi, uova, alcuni formaggi, carne e pesce) e alimenti trasformati che possono vantare in etichetta la dicitura “senza glutine” se hanno un contenuto di glutine inferiore ai 20 mg/kg (o parti per milione - ppm). Gli alimenti trasformati che hanno un contenuto di glutine inferiore a 20 mg/kg a loro volta si dividono in due tipologie:

  • A. Alimenti SENZA GLUTINE – adatti ai celiaci
  • B. Alimenti SENZA GLUTINE – specificatamente formulati per celiaci

Sono alimenti senza glutine composti da ingredienti naturalmente privi di glutine per i quali l’informazione in questione rappresenta solo una informazione accessoria e può essere accompagnata anche dall’indicazione “adatto alle persone intolleranti al glutine” o “adatto ai celiaci”.

Sono alimenti senza glutine, considerati succedanei degli alimenti di uso corrente che hanno invece come ingrediente unico o predominante un cereale normalmente contenente glutine. Si tratta di alimenti sostitutivi espressamente prodotti, preparati e/o lavorati al fine di ridurre il tenore di glutine di uno o più ingredienti oppure sostituire gli ingredienti contenenti glutine con altri ingredienti che ne sono naturalmente privi. In questo caso la dicitura “senza glutine” può essere accompagnata dall’indicazione specificamente formulato per persone intolleranti al glutine” o “specificamente formulato per celiaci”.

A livello europeo, con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 609/2013, gli alimenti senza glutine sono usciti ufficialmente dalla categoria degli alimenti destinati ad un’alimentazione particolare e questo cambiamento ha portato tali alimenti nel campo di applicazione del Regolamento (UE) 1169/2011 sull’etichettatura generale degli alimenti normali. Le condizioni con le quali è possibile utilizzare la dicitura volontaria “senza glutine” sono specificate nel Regolamento (UE) 828/2014.

Il nuovo decreto sull’assistenza sanitaria integrativa anche per i prodotti alimentari destinati ai celiaci (DM del 17 maggio 2016) prevede che oggi l’unica tipologia di alimenti senza glutine erogabile gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale ai celiaci sia quella identificabile in etichetta dalla dicitura “senza glutine” accompagnata dall’indicazione “specificamente formulato per persone intolleranti al glutine” oppure, in alternativa, “senza glutine” accompagnata dall’indicazione “specificamente formulato per celiaci” e inserita nel Registro Nazionale dei prodotti senza glutine.

Gli operatori del settore alimentare (OSA) che intendono essere inseriti nel Registro possono notificare i propri prodotti al Ministero della Salute ai sensi dell’art. 5 del DM 17/05/2016. Tali prodotti sono riconoscibili sul mercato dalla presenza del logo verde ministeriale in etichetta.

Le mense scolastiche, ospedaliere e quelle annesse alle strutture pubbliche devono garantire un pasto senza glutine ai celiaci che ne fanno richiesta ai sensi della Legge 123/2005 “Norme a protezione dei soggetti malati di celiachia”.

Risorse

1, 2, 3 il glutine non c'è

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1, 2, 3 il glutine non c'è, filmati a carattere didattico informativo Legge n. 123/2005.

La spesa del celiaco

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Il pasto senza glutine

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Buone pratiche in cucina

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Alimenti senza glutine

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