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Manuali celiachia

 

Poster della Regione Veneto in collaborazione con AIC e SIAN

La Regione Veneto in collaborazione con l'Associazione Italiana Celiachia e i SIAN ha prodotto un manifesto contenente informazioni pratiche di sicurezza alimentare per una cucina senza glutine.

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La celiachia è un'intolleranza alimentare scatenata dal glutine

In questo volantino trovate una breve descrizione su: cos'è la celiachia, diagnosi della malattia, presenza del glutine negli alimenti, etichettatura dei prodotti alimentari

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Atto completo

Accordo ai sensi dell'articolo 4, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sul «Protocollo per la diagnosi e il follow up della celiachia».

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Documento tecnico-scientifico completo che descrive le attività istituzionali riconducibili alla gestione della celiachia in Italia.

La celiachia è una malattia autoimmune che si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti in seguito all'assunzione del glutine e colpisce in proporzione per ogni maschio almeno 2 femmine. Nel 2013 i maschi celiaci risultano essere 47.837 mentre le femmine 115.933, più del doppio. In circa 12 Regioni la proporzione addirittura raggiunge l’1:3.

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La più importante novità in tema di celiachia dell’ultimo anno è la realizzazione del nuovo protocollo di diagnosi e follow-up.

Il documento nasce dall’esigenza di aggiornare il precedente documento redatto nel 2007 alla luce delle nuove evidenze scientifiche, in particolare le Linee Guida sulla diagnosi di celiachia della Società Europea di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (ESPGHAN) che hanno introdotto la possibilità di porre diagnosi di celiachia senza ricorrere alla biopsia duodenale in casi selezionati in età pediatrica.

Dall’implementazione del nuovo protocollo ci si aspetta una ricaduta positiva in termini di maggior numero di diagnosi precoci, minor numero di diagnosi errate, risparmio in termini di sofferenza, cure inappropriate e ospedalizzazioni per i pazienti non diagnosticati o diagnosticati tardivamente.

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Dalla mappatura epidemiologica compiuta per questa relazione, risultano nel 2015, in Italia, 182.858 celiaci.

Dopo la diagnosi è fondamentale l’assunzione di una dieta corretta, che trova ausilio in una un’attenta lettura delle etichette degli alimenti. Oggi il mercato offre una vasta gamma di prodotti senza glutine, che spazia da quelli che ne sono naturalmente privi a quelli specificatamente formulati per i celiaci.

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La celiachia è una condizione permanente in cui il soggetto che ne risulta affetto deve escludere rigorosamente il glutine dalla sua dieta.

Nel 2016 il numero totale delle nuove diagnosi è stato di 15.569, oltre 5.000 diagnosi in più rispetto all’anno precedente.

La revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), definita dal DM 12/01/2017, prevede lo spostamento della celiachia e della sua variante clinica, la dermatite erpetiforme, nell’elenco delle malattie croniche invalidanti. Il passaggio nel nuovo elenco è stato necessario poiché i dati epidemiologici attuali dimostrano che entrambe le forme cliniche non rientrano più nel limite di prevalenza stabilito a livello europeo per le malattie rare (inferiore di 5/10.000 abitanti). La nuova collocazione prevede che le prestazioni specialistiche per giungere alla diagnosi non siano più in esenzione mentre una volta diagnosticati consente agli assistiti di usufruire, in regime di esenzione, di tutte le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia, delle sue complicanze e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti.

La celiachia, oggi considerata una malattia cronica, è una condizione spesso a rischio di complicanze ma una diagnosi precoce e un corretto regime alimentare possono portare alla completa remissione dei sintomi. Nel 2017 risulta che in Italia risiedono 206.561 celiaci, di cui 45.759 femmine e 60.802 maschi.

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Ultimo aggiornamento: 12/02/2020
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